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Il Radon è un gas radioattivo >> più pesante dell’aria, incolore, inodore, chimicamente inerte, praticamente impercettibile senza adeguati sistemi di rilevamento. Proviene prevalentemente da terreni con un elevato contenuto di Uranio/Radio quali tufi, pozzolane, alcuni graniti e rocce di origine vulcanica. Il Radon 222, il principale isotopo di questo gas, è il prodotto del decadimento dell’Uranio 238 >> . Mentre gli altri elementi della serie radioattiva sono solidi, il Radon è un gas e, in quanto tale, può infiltrarsi attraverso fessure e crepe, attraversare materiali porosi, dissolversinell’acqua e penetrare così negli edifici anche attraverso le condutture idriche.

Una volta accumulatosi, il Radon può essere respirato e continuare la serie radioattiva all’interno dell’organismo, con grande danno alla salute >>, aumentando il rischio di sviluppare neoplasie polmonari. Studi epidemiologici diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) hanno, infatti, ormai scientificamente stabilito la cancerogenicità di questo gas.

Il radon è un inquinante presente ovunque in quanto il suo progenitore, l'uranio, è un elemento largamente presente in natura, tuttavia diventa di particolare interesse da un punto di vista sanitario solo quando è presente negli ambienti confinati: il cosiddetto radon indoor.

Il Servizio di valutazione della concentrazione di radon consente la valutazione del rischio di esposizione a radionuclidi naturali e di esposizione interna a radioisotopi alfa emettitori mediante campionamento ambientale passivo o attivo.

Nel dettaglio le tipologie di misura possibili sono:

  • misura della concentrazione di radon (222Rn);
  • misura dell’indice di concentrazione del thoron (220Rn);
  • misura della concentrazione dei prodotti di decadimento sia del radon (222Rn) che del thoron (220Rn);
  • permeabilità al radon delle membrane plastiche;
  • valutazione in termini di equivalente di dose ambientale, H*(d), dell'esposizione esterna dovuta al materiale da costruzione, necessaria per il completamento della valutazione del rischio da esposizione a radionuclidi naturali (ex capo III-bis del DLgs 230/95);
  • analisi spettrometrica gamma dei materiali da costruzione.